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tuzla   Tuzla, Piazza Kapija, monumento ai caduti del 25 Maggio 1995

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tuzla   Campi minati nei pressi di Oraje

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tuzla   Una casa nei pressi di Doboj

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Lettere Tuzlanska Amica

A testimonianza della nostra attività vi alleghiamo due lettere inviateci da Irfanka Pasagic, premio Alexander Langer 2005, presidente di Tuzlanska Amica:

   
 

A tutti i Circoli ed Associazioni che collaborano con Tuzlanska Amica

    Cari amici,
l’anno 2004 sta terminando e, ancora una volta,vi vogliamo ringraziare per l’impegno e la tenacia con cui ci avete aiutato nel portare avanti i vari progetti di sostegno ai bambini ed alla popolazione del nostro paese.
Vi vogliamo ringraziare anche a nome dei circa 850 bambini e giovani in affido a distanza, obbiettivo non ipotizzabile quando otto anni orsono pensammo al progetto.
Fra poco saranno trascorsi dieci anni dalla fine della guerra e le ferite che essa ha inferto non sono ancora sanate; il vostro costante impegno ci aiuta a credere in un futuro migliore e ci stimola nel proseguire il nostro lavoro.
Sarebbe per noi importante e significativo avere presente una delegazione di tutti i Circoli ed Associazioni che cooperano con noi in occasione del decimo anniversario di Srebrenica l’11 luglio 2005.
In questi anni, dalla nascita di Tuzlanska Amica in poi, si sono realizzati molti progetti , forse non a tutti noti; la creazione di una sede innanzitutto, ampliata nel 2003; gli aiuti umanitari inviati dall’Italia periodicamente ai profughi ed all’orfanotrofio di Tuzla; i soggiorni estivi ragazzi in Italia ed a Neum; la casa di Brca nel 1998, diventata poi la casa di Brcko, nel 2002, dove si svolgono molti corsi per i ragazzi di quel Distretto; il progetto “capra”per sostenere i profughi che vivono nelle campagne; le borse di studio universitarie per i ragazzi dell’orfanotrofio; le borse di studio per delle ragazze in famiglia che raggiungono un buon profitto a scuola: l’acquisto di 2 jeep per consentirci di raggiungere tutte le famiglie a cui portiamo sostegno; l’intervento sanitario in Italia per alcuni casi clinici di bambini non
curabili in Bosnia ed infine, recentemente, l’apertura di un ambulatorio pediatrico per i bambini privi di assistenza sanitaria.
Queste sono le iniziative più rilevanti che si sono realizzate in questi anni, grazie al vostro contributo.
A breve saranno avviati altri progetti importanti come la creazione di una casa per i ragazzi maggiorenni che escono dall’orfanotrofio con un programma di formazione lavoro; altri ancora sono in fase di elaborazione nel Cantone di Srebrenica.
Attualmente a Tuzlanska Amica a Tuzla adoperano dodici persone, mentre nella Casa di Brcko;con due persone e più collaboratori saltuari.
La nostra Associazione probabilmente dovrà ampliare il proprio organico per fare fronte a tutto il lavoro, noi pensiamo che, per meglio raggiungere gli obbiettivi , sarebbe necessario una maggiore conoscenza dei vari progetti ed un maggiore coordinamento fra le varie Associazioni.
Sappiamo che ciò non è facile da realizzare, perché siete dislocati in territori diversi e perché, giustamente, ognuno tiene particolarmente ai propri progetti, ma riteniamo che sarebbe utile,per noi e per voi, dare vita ad un coordinamento permanente, utilizzando maggiormente le disponibilità e le esperienze presenti nelle vostre Associazioni.
A volte unire le risorse di idee ed economiche, consente di raggiungere risultati importanti in tempi brevi, come si è verificato per l’acquisto delle 2 jeep.
Con l’occasione, vi inviamo i nostri migliori auguri per le prossime Festività 2004/2005 e Vi ringraziamo nuovamente.

Per Tuzlanska Amica
Irfanka Pas˙agic

   
 

Tuzla, 16. 03. 2005

    Egregi amici,
e’ stato un incredibile piacere potervi incontrare. Quello che mi ha sorpreso e’ che solo lì, tra tutti voi, ho riconosciuto chiaramente quante cose bellissime abbiamo fatto insieme.

Beppe mi aveva chiesto di dire qualcosa sullo stato in Amica e dei problemi con cui ci stiamo incontrando. Quando ho raccontato delle attività, probabilmente quelli che si trovavano all’incontro si sono accorti che stavo discutendo con Liliana – lei mi diceva che Beppe mi aveva chiesto anche dei problemi, ma io ero così soddisfatta e orgogliosa di quello che abbiamo fatto che tutti i problemi mi sembravano piccoli e insignificanti, per cui non li ho voluti nemmeno nominare.

Solo quando ci siamo incontrati tutti insieme ho riconosciuto la nostra forza e la grandezza di tutto quello che stiamo facendo insieme. Vi devo dire che dopo essere rientrata sento una pace dentro la mia anima che non sentivo da anni.

Grazie infinite per avere accettato l’iniziativa di coordinamento. Sono sicura che a noi, in Amica, ciò aiuterà tanto affinché il nostro lavoro comune sia la soddisfazione di tutti noi.

Siamo veramente felici perché vi abbiamo a fianco a noi.

Per Tuzlanska Amica
Irfanka Pas˙agic

   
 

gennaio 2007

…. A 15 mesi dall’inaugurazione della Casa Famiglia/Casa Pappagallo…

Dopo un anno possiamo, con piacere constatare che le nostre aspettative si sono realizzate a che la Casa – Famiglia funziona bene, che i giovani stanno lentamente diventando responsabili, che fanno progetti per il proprio futuro e partecipano in modo attivo alla loro realizzazione.
Insomma come spesso diciamo fra di noi operatori quando parliamo di questa bella esperienza: “la prima generazione di ragazzi è stata salvata…”

I nostri interventi nella Casa diminuiscono di giorno in giorno e abbiamo anche notato che i giovani stanno smettendo di vederci come tutori e iniziano a guardarci come amici: spesso vengono soltanto per salutarci oppure per condividere qualcosa con noi.

Nella Casa attualmente soggiornano sei ragazzi, tre la primo e altri tre al secondo piano.

• Husnija A. Lavora in un negozio per parrucchiere a Lukavac, all’inizio era molto insoddisfatto, si lamentava del fatto che per lui era pesante viaggiare, arrivava in ritardo al lavoro e cose simili. Più volte abbiamo parlato con lui e la situazione gradualmente è migliorata, ora è completamente soddisfatto. Abbiamo parlato anche con il proprietario del negozio che è altrettanto contento: sia del suo comportamento che del lavoro che svolge. Ci sono molte probabilità che alla fine del contratto annuale sia assunto stabilmente.

• Elvis N. Assunto per un anno, attraverso l’ufficio di collocamento, presso la fabbrica “Dita” a Tuzla. All’inizio ha lavorato alla produzione di detersivi in catena: la chiusura dei tappi. Ora invece svolge il lavoro per cui ha studiato: tecnico elettronico. Inizialmente anche lui ha avuto un pò di malintesi e poca precisione verso gli impegni lavorativi, ma ora la situazione è soddisfacente. Anche per quanto riguarda lui ci sono buone probabilità che ottenga un lavoro a tempo determinato.

•  Mustafiç M. Ha finito con successo il primo anno di università, si è iscritto al secondo e frequenta regolarmente le lezioni.

• Ribiç Z. Ha iniziato a lavorare come coordinatore in un’Associazione ONG che si occupa di famiglie Rom, sperando che l’organizzazione, che è appena nata, riesca a trovare la propria strada. I problemi di cui si occupa sono quelli inerenti l’occupazione della popolazione Rom. Questo è naturalmente un grande problema per i Rom e sicuramente l’Associazione avrà parecchio lavoro da fare. Zijo l’anno scorso è stato in Italia per la formazione come cameriere, ci sono probabilità che venga in Italia anche quest’anno per un paio di mesi, con l’autorizzazione della organizzazione in cui lavora.

• Elvisa N. L’anno scorso è venuta in Italia per lavorare nel settore alberghiero, ci sono molte probabilità anche per quest’anno e lei pensa che questa volta potrebbe venire per un periodo di sei mesi.

• Zikret H. Non aveva mai fatto la tesina per la fine delle superiori, in settembre con l’aiuto dell’educatore dell’Orfanotrofio, Admir, siamo riusciti a fargli superare questo esame. L’ufficio di collocamento ha promesso che proverà a trovare lavoro anche per lui. Nel frattempo il lavoro principale che sta svolgendo è quello di seguire il riscaldamento della Casa in accordo con gli altri ragazzi che vi abitano, risolvendo così il problema di gestione.

L’unico punto negativo è che, malgrado tutti gli sforzi, siamo stati costretti ad allontanare Barakoviç E. (Selcio) dalla Casa.
Fin dall’inizio ha vissuto la Casa come se fosse un albergo (faceva la stessa cosa anche in Orfanotrofio), non svolgeva i propri compiti e dopo numerose promesse, non ha accettato l’impiego che gli abbiamo trovato. Nonostante non sia più nella Casa stiamo ancora seguendo le sue vicissitudini: sappiamo che un po’ di volte ha cambiato appartamento, che ha problemi con i “proprietari”, che gli dispiace di non stare più nella Casa, però continua a non voler lavorare perché pena di poter vivere occupandosi di calcio.

La maggior parte di loro ha finito la formazione di sei mesi per il lavoro sul pellame.
La formazione si è svolta con parecchi problemi perché non sono state assicurate le condizioni fondamentali per svolgere un lavoro di qualità: le macchine erano vecchie ed il materiale di scarsa qualità.
Ora le macchine si trovano in un magazzino in affitto, stiamo però cercando di costruire un capannone per poter proseguire la lavorazione della pelle, facendo in modo che questo possa diventare “lavoro vero” per i 2/3 di loro.

I giovani hanno speso parte del denaro che hanno guadagnato per l’acquisto di vestiti, mentre una parte hanno l’impegno di depositarlo sul loro libretto di risparmio.
Questo Husnija fa un po’ fatica a metterlo in atto, ma speriamo che migliori.

Abbiamo avuto un incontro con l’Amministrazione dell’Orfanotrofio e ci hanno comunicato che quest’anno probabilmente nove giovani dovranno entrare nella Casa. Alcuni di loro verranno in giugno, mentre gli altri quando questo primo gruppo uscirà. Su questo, appena avremo notizie più sicure da parte del Ministero, vi informeremo in modo dettagliato.
Nel frattempo ci siamo accordati con i giovani che quest’anno finiscono la scuola per farli incontrare saltuariamente nella Casa durante i fine settimana, in modo da poter iniziare a conoscersi. Lo stiamo già facendo e funziona bene.

Ricordiamo inoltre che, in più di un anno di permanenza nella Casa, il comportamento dei giovani è stato nell’insieme positivo: grossi problemi non ne abbiamo avuti. Possiamo quindi concludere, cosa che ci hanno confermato anche gli educatori dell’Orfanotrofio, che l’apertura di questa Casa ha portato pace in un grande numero di bambini ospitati  che fino ad ora erano molto spaventati al pensiero  della loro vita dopo l’uscita dall’Orfanotrofio.

Un caro saluto, le Amiche di Tuzlanska

   
   
 
 
 
 
 
 

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