gennaio 2007
. A 15 mesi dallinaugurazione della Casa Famiglia/Casa Pappagallo
Dopo un anno possiamo, con piacere constatare che le nostre aspettative si sono realizzate a che la Casa Famiglia funziona bene, che i giovani stanno lentamente diventando responsabili, che fanno progetti per il proprio futuro e partecipano in modo attivo alla loro realizzazione.
Insomma come spesso diciamo fra di noi operatori quando parliamo di questa bella esperienza: la prima generazione di ragazzi è stata salvata
I nostri interventi nella Casa diminuiscono di giorno in giorno e abbiamo anche notato che i giovani stanno smettendo di vederci come tutori e iniziano a guardarci come amici: spesso vengono soltanto per salutarci oppure per condividere qualcosa con noi.
Nella Casa attualmente soggiornano sei ragazzi, tre la primo e altri tre al secondo piano.
Husnija A. Lavora in un negozio per parrucchiere a Lukavac, allinizio era molto insoddisfatto, si lamentava del fatto che per lui era pesante viaggiare, arrivava in ritardo al lavoro e cose simili. Più volte abbiamo parlato con lui e la situazione gradualmente è migliorata, ora è completamente soddisfatto. Abbiamo parlato anche con il proprietario del negozio che è altrettanto contento: sia del suo comportamento che del lavoro che svolge. Ci sono molte probabilità che alla fine del contratto annuale sia assunto stabilmente.
Elvis N. Assunto per un anno, attraverso lufficio di collocamento, presso la fabbrica Dita a Tuzla. Allinizio ha lavorato alla produzione di detersivi in catena: la chiusura dei tappi. Ora invece svolge il lavoro per cui ha studiato: tecnico elettronico. Inizialmente anche lui ha avuto un pò di malintesi e poca precisione verso gli impegni lavorativi, ma ora la situazione è soddisfacente. Anche per quanto riguarda lui ci sono buone probabilità che ottenga un lavoro a tempo determinato.
Mustafiç M. Ha finito con successo il primo anno di università, si è iscritto al secondo e frequenta regolarmente le lezioni.
Ribiç Z. Ha iniziato a lavorare come coordinatore in unAssociazione ONG che si occupa di famiglie Rom, sperando che lorganizzazione, che è appena nata, riesca a trovare la propria strada. I problemi di cui si occupa sono quelli inerenti loccupazione della popolazione Rom. Questo è naturalmente un grande problema per i Rom e sicuramente lAssociazione avrà parecchio lavoro da fare. Zijo lanno scorso è stato in Italia per la formazione come cameriere, ci sono probabilità che venga in Italia anche questanno per un paio di mesi, con lautorizzazione della organizzazione in cui lavora.
Elvisa N. Lanno scorso è venuta in Italia per lavorare nel settore alberghiero, ci sono molte probabilità anche per questanno e lei pensa che questa volta potrebbe venire per un periodo di sei mesi.
Zikret H. Non aveva mai fatto la tesina per la fine delle superiori, in settembre con laiuto delleducatore dellOrfanotrofio, Admir, siamo riusciti a fargli superare questo esame. Lufficio di collocamento ha promesso che proverà a trovare lavoro anche per lui. Nel frattempo il lavoro principale che sta svolgendo è quello di seguire il riscaldamento della Casa in accordo con gli altri ragazzi che vi abitano, risolvendo così il problema di gestione.
Lunico punto negativo è che, malgrado tutti gli sforzi, siamo stati costretti ad allontanare Barakoviç E. (Selcio) dalla Casa.
Fin dallinizio ha vissuto la Casa come se fosse un albergo (faceva la stessa cosa anche in Orfanotrofio), non svolgeva i propri compiti e dopo numerose promesse, non ha accettato limpiego che gli abbiamo trovato. Nonostante non sia più nella Casa stiamo ancora seguendo le sue vicissitudini: sappiamo che un po di volte ha cambiato appartamento, che ha problemi con i proprietari, che gli dispiace di non stare più nella Casa, però continua a non voler lavorare perché pena di poter vivere occupandosi di calcio.
La maggior parte di loro ha finito la formazione di sei mesi per il lavoro sul pellame.
La formazione si è svolta con parecchi problemi perché non sono state assicurate le condizioni fondamentali per svolgere un lavoro di qualità: le macchine erano vecchie ed il materiale di scarsa qualità.
Ora le macchine si trovano in un magazzino in affitto, stiamo però cercando di costruire un capannone per poter proseguire la lavorazione della pelle, facendo in modo che questo possa diventare lavoro vero per i 2/3 di loro.
I giovani hanno speso parte del denaro che hanno guadagnato per lacquisto di vestiti, mentre una parte hanno limpegno di depositarlo sul loro libretto di risparmio.
Questo Husnija fa un po fatica a metterlo in atto, ma speriamo che migliori.
Abbiamo avuto un incontro con lAmministrazione dellOrfanotrofio e ci hanno comunicato che questanno probabilmente nove giovani dovranno entrare nella Casa. Alcuni di loro verranno in giugno, mentre gli altri quando questo primo gruppo uscirà. Su questo, appena avremo notizie più sicure da parte del Ministero, vi informeremo in modo dettagliato.
Nel frattempo ci siamo accordati con i giovani che questanno finiscono la scuola per farli incontrare saltuariamente nella Casa durante i fine settimana, in modo da poter iniziare a conoscersi. Lo stiamo già facendo e funziona bene.
Ricordiamo inoltre che, in più di un anno di permanenza nella Casa, il comportamento dei giovani è stato nellinsieme positivo: grossi problemi non ne abbiamo avuti. Possiamo quindi concludere, cosa che ci hanno confermato anche gli educatori dellOrfanotrofio, che lapertura di questa Casa ha portato pace in un grande numero di bambini ospitati che fino ad ora erano molto spaventati al pensiero della loro vita dopo luscita dallOrfanotrofio.
Un caro saluto, le Amiche di Tuzlanska
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